IL TEATRO ROMANO

Dopo aver fatto alcuni scavi nell’attuale chiesa ortodossa di San Fermo, alcuni studiosi hanno  ipotizzato una connessione tra i reperti trovati ed il teatro romano di Piacenza. L’area di San Fermo è molto vicina alla piazzetta di San Martino, antico foro, pertanto non è improbabile che il teatro, edificio molto importante al tempo, fosse poco distante. 

L’immagine è una possibile ricostruzione di quest’area. La piazza di forma rettangolare corrisponde al foro (S. Martino) mentre l’edificio di forma semicircolare all’antico teatro romano (S. Fermo). 

Il teatro era costruito in piano e aveva una forma chiusa che permetteva di coprire la cavea con un telo per proteggere gli spettatori dal sole e dalla pioggia. La cavea, cioè la platea dove era seduto il pubblico, poggiava su archi e volte in muratura. Essa fronteggiava il palcoscenico rendendo così possibile l’utilizzo di un sipario e una netta separazione dal pubblico. 

LE FONTI: http://m.piacenzaromana.it/percorso_03.html https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_nell%27antica_Roma#Edificio_scenico  

L’ANFITEATRO ROMANO

Dopo alcune indagini svolte nel 1981 da un gruppo di archeologi, sono stati portati alla luce alcuni resti dell’antico anfiteatro romano a Piacenza sotto alle fondamenta dell’ex edificio Enel, ora condominio residenziale “Duchessa Margherita”, situato di fronte a Palazzo Farnese.

Questa ricostruzione mostra invece un’ipotesi di come potesse essere costruito l’anfiteatro. Le fondamenta vennero costruite in pietra mentre la struttura in legno ed è per questo motivo che le fondamenta sono gli unici reperti che si sono salvati dagli incendi. L’edificio era essenzialmente costituito da uno spazio centrale chiamato arena, attorno al quale erano disposte le gradinate riservate al pubblico divise in più parti chiamate maeniane. La divisione tra meniano sottostante e soprastante era segnata dalla presenza di alcuni muri. Su questi ultimi erano aperte diverse porte che servivano per l’accesso all’interno dell’anfiteatro. Sull’alto dell’anfiteatro girava tutt’intorno una galleria alla quale potevano accedere le donne e la plebe. 

LE FONTI:

https://www.corrierepadano.it/palazzo-ex-enel-ancora-polemiche-lintervento-e-anticostituzionale/

https://doc.studenti.it/riassunto/storia/2/anfiteatro.html

https://www.google.com/search?rlz=1C1GCEU_itIT846IT846&q=anfiteatro+romano+piacenza&tbm=isch&source=univ&sa=X&ved=2ahUKEwjN_ODTqpbiAhUIDewKHbPODrwQsAR6BAgIEAE&biw=1366&bih=657#imgrc=HEc0eJ0MQsX29M:

INTRODUZIONE

  La nostra classe ha raccolto informazioni sul quartiere di Sant’Agnese, ovvero quello in cui si trova la nostra scuola, il liceo Gioia.  

Il quartiere di Sant’Agnese è ricco di edifici, monumenti e luoghi che ci riportano al suo passato ed è uno dei più antichi di Piacenza. È sorto sull’antico porto della città e forniva l’accesso diretto al fiume Po.  Visitando il quartiere, si nota che ci sono molti collegamenti con le origini di Piacenza, che risalgono agli antichi Romani.  

Il nostro lavoro si concentra sui cambiamenti nel tempo del quartiere, della popolazione e delle attività lavorative con l’obiettivo di mettere in luce tutti gli aspetti e le caratteristiche del quartiere che ora non ci sono più o che stanno cambiando. 


 Inizialmente abbiamo raccolto informazioni sul quartiere, intervistando i residenti e prendendo spunto da alcuni libri nella biblioteca Passerini Landi.  

Dopo aver raccolto tutto il materiale, ordinato in cartelle, su OneDrive, abbiamo fatto ulteriori ricerche e scattato alcune foto.  

Ultima tappa, costruzione ed organizzazione del blog.    

Questo progetto ci è piaciuto molto perché, secondo noi, parlare direttamente con le persone che hanno vissuto qui è stato più utile ed interessante che studiare sui libri o su internet.  

Inoltre creare un blog è un’attività diversa dal solito e, crearlo tutti insieme,  è stata un’esperienza utile dal punto di vista dell’ apprendimento, ma anche per migliorare i rapporti fra di noi.                       

GLI ABITANTI DEL QUARTIERE

Nel passato il quartiere di sant’Agnese, a Piacenza, era considerato il più povero.  

Quartiere più che tranquillo, era abitato principalmente da anziani e da barcaioli, essendo situato vicino ai margini del fiume Po.  

Nel corso degli anni Sessanta molte famiglie del quartiere si trasferirono in zone nuove della città e giunsero numerosi immigrati meridionali. Solo una parte delle famiglie di più consolidata tradizione rimase.  

A sant’Agnese erano presenti molti negozi tipici, sostituiti oggigiorno con negozi e ristoranti multi-etnici.  

In passato era presente un importante impianto del Gas, che richiedeva molti dipendenti e così molti poveri trovarono lavoro.  

Il quartiere non è più misero, è vicinissimo al centro, ed è uno dei  più belli e antichi di Piacenza, ed oggi  molte case sono state abbandonate e la zona, ci dicono i residenti,  è abitata principalmente da anziani e  extracomunitari, cosa questa mal vista da alcuni intervistati. 

Nonostante sia un quartiere distante pochi passi dal centro, gli abitanti non si reputano parte di esso:  “SIAMO A POCO PIÙ DI 200 METRI DA PIAZZA CAVALLI, EPPURE CI SENTIAMO TUTTO FUORCHÉ CITTADINI DEL CENTRO STORICO DI PIACENZA”  
(Libertà, 24 gennaio 2014). 

 Dalle interviste che abbiamo fatto in giro per il quartiere risulta che gli abitanti considerano il quartiere cambiato in peggio a causa della viabilità, che rende scomodo il raggiungimento di questo luogo, che così ha perso la sua caratteristica principale di quartiere pieno di “vitalità”.